
La stampa su di me
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Negli anni mi è capitato di venir intervistato da alcuni giornalisti (a chi non capita??? 🙂 e di venir citato per le mie attività informatiche rivolte alla sperimentazione in ambiti normalmente relegati a grandi attori con un potere economico enorme…
Articoli apparsi sulla stampa
Il Tirreno – 11/05/2026
l’11 maggio 2026 sono stato menzionato su “Il Tirreno” nella cronaca di Lucca per l’app sviluppata da me in collaborazione con l’Ing. Francesco Arrighi.
Testo dell’articolo
Un’ applicazione per portare i negozi di quartiere sul digitale e renderli più visibili ai clienti. Si chiama Shogether ed è stata sviluppata Lucca dagli ingegneri Francesco Arrighi e Pierluigi Papeschi con l’obiettivo di aiutare le piccole attività a promuovere i loro prodotti e le loro offerte.
Il punto di partenza è semplice: molti negozi sotto casa offrono prodotti e servizi di qualità , ma restano poco visibili perché privi di strumenti digitali. A differenza della grande distribuzione, che utilizza da tempo volantini online, carte fedeltà e piattaforme promozionali, le piccole attività hanno meno risorse per comunicare.
L’App nasce proprio per colmare questo divario, dando ai commercianti uno spazio digitale per segnalare offerte e prodotti. Oggi le offerte dei negozi restano spesso limitate a alla vetrina, visibili solo a chi passa davanti al punto vendita.
Con l’App, invece, prodotti e promozioni vengono pubblicati online e diventano consultabili dagli utenti, ampliando la visibilità delle attività anche oltre il passaggio in strada.
Per i cittadini, l’app offre diversi strumenti: permette di creare e condividere liste della spesa e di consultare in un unico sp a zio le offerte dei negozi di zona. In questo modo diventa più semplice individuare i prodotti disponibili vicino casa e confrontare i prezzi senza spostarsi verso i grandi centri commerciali.
Tra gli aspetti evidenziati dai fondatori c’è anche quello della privacy: l’App, spiegano, non prevede attività di profilazione degli utenti né l’utilizzo dei dati per finalità pubblicitarie esterne. L’obiettivo è mantenere il servizio focalizzato esclusivamente sul rapporto tra cittadini e negozi. Il progetto guarda oltre Lucca. L’obiettivo dei fondatori è estendere la piattaforma ad altre province italiane, coinvolgendo nuovi commercianti.
L’App utilizza sistemi di geolocalizzazione per mostrare agli utenti le offerte disponibili nelle vicinanze al momento dell’apertura.
Un altro aspetto riguarda l’accessibilità . L’App è pensata anche per persone anziane o meno abituate alla tecnologia e consente di comunicare in modo semplice le necessità quotidiane ai familiari o ai caregiver. Shogether è già disponibile e punta a diventare uno strumento quotidiano per la spesa di prossimità , con l’obiettivo di valorizzato i negozi di quartiere e semplificare la vita dei cittadini.
Linea EDP (Il Sole 24 Ore) – 28/01/08
Nel 2008 venni intervistato da “Linea EDP“, un inserto de “Il Sole 24 Ore” per essere uno dei primi imprenditori italiani ad adottare software Open Source (vedi questo articolo) come gestionale aziendale, abbandonando di fatto l’IBM AS400.
Ricordo ancora quando avvertii l’IBM che non avremmo più adottato i loro sistemi… da Milano si fiondarono a Coselli! Ah, che soddisfazione!!!
Il testo dell’articolo
La Toscocarta nasce in provincia di Lucca nel 1974 come naturale evoluzione della Cartiera Papeschi & C. fondata nel lontano 1949. Abbandonata l’attività tradizionalmente cartaria dell’azienda madre, la Toscocarta si dedicò fin dai primi tempi a studiare e realizzare nuovi prodotti puntando sulla innovazione e sulla massima qualità , sempre rimanendo comunque nell’ambito dei prodotti cartari. Una tipica media Pmi di casa nostra, insomma, che ha saputo creare il proprio successo facendo leva sulle tradizioni familiari e sulla creatività delle sue persone.
Oggi l’azienda punta su una gamma molto vasta di prodotti, come incarti e imballaggi alimentari, carte sterilizzate di qualità , con stampe a colori per gastronomie e negozi alimentari, e contenitori sterili di una grande varietà di tipi. L’ultimo prodotto è una linea di tovaglie plastificate con un sottilissimo film, stampate in tri e quadricromia ad alta definizione, destinate al mercato della ristorazione.
Il sistema informativo che è stato (con pregi e limitazioni) alla base dello sviluppo dell’azienda a partire da una quindicina d’anni fa era basato su di un sistema As/400 di Ibm. Ma nel 2005 la direzione aziendale maturò la convinzione che era necessario rinnovare l’intero sistema, giudicato non più adeguato, né adeguabile alle le nuove esigenze di business.
«Il vecchio As/400 gestiva quasi esclusivamente la parte amministrativa-contabile e una piccola parte di supporto alla produzione – sottolinea Pier Luigi Papeschi, responsabile dei sistemi informativi della società -. I punti deboli riscontrati erano la difficoltà di personalizzazione, il costo e lunghi tempi di attesa dell’assistenza applicativa e la mancata risposta alle nostre richieste nell’ambito della programmazione della produzione, della gestione delle distinte basi, dei centri di costo. Per realizzare tutto ciò e per partire con l’e-commerce avremmo dovuto investire molto in hardware e software proprietario rimanendo vincolati a un unico fornitore».
Dopo aver esaminato una decina di alternative disponibili sul mercato, Toscocarta decise di puntare su di una soluzione open source. In particolare, la scelta cadde sul pacchetto Opensuite della Compiere, una società che dispone di due head-quarter, uno in California, a Redwood Shores, e l’altro in Germania a Münster, e che probabilmente è poco nota al grande pubblico ma che vanta nel suo board una serie di personaggi che hanno ricoperto cariche di altissimo livello in Oracle, PeopleSoft e Ibm.
A convincere Toscocarta a scegliere Open-suite di Compiere fu Mayking, la software house totalmente dedicata al mondo open source che appartiene all’iniziativa Job di Sun Microsystems e che vanta una particolare competenza sul prodotto, visto che l’ha localizzato e tradotto per l’Italia.
A oggi è stata realizzata una prima fase del progetto che è consistita nell’implementazione dei moduli amministrativi di Compiere in modo da poter procedere alla sostituzione dell’As/400, e di alcuni moduli della produzione. Sono stati pure fatti migrare a Linux buona parte dei client Windows.
Questa fase, che ha comportato il coinvolgimento non solo delle persone dei sistemi informativi, ma anche di numerosi dipendenti, è avvenuta durante l’arco di un anno circa, a cavallo tra il 2006 e il 2007: un po’ in ritardo sui piani originari, commenta Papeschi.
In questa fase Mayking ha analizzato i processi di business, definito il progetto di implementazione e si è fatta carico della parte di configurazione e import dei dati necessari, della personalizzazione e della correzione delle anomalie riscontrate. Ha, inoltre, realizzato una serie di corsi per la formazione dei dipendenti.
Oggi che la prima fase è conclusa chiediamo a Papeschi di stilare un bilancio: «Sia-mo molto soddisfatti sia per l’aspetto delle funzioni che per il costo del nostro nuovo sistema informativo. L’impatto aziendale è stato, ed è tuttora, notevole, sia in un’accezione positiva che negativa del termine.
Positiva perché Opensuite ha introdotto nuovi metodi di lavoro dato che, ad esempio, il controllo dei dati che adesso abbiamo ci consente di correggere molte brutte abitudini prese nel tempo dai lavoratori.
Disponiamo, poi, di una grande quantità di dati in più, inseribili nel sistema e quindi abbiamo raggiunto una maggior facilità di esecuzione di operazioni che prima richiedevano strumenti esterni al sistema stesso. C’è però anche un aspetto negativo, ossia la difficoltà a far accettare il nuovo sistema, che pure è più intuitivo e dispone di una interfaccia non più testuale ma grafica, a tutti gli utenti che erano abituati a ricevere e vedere le informazioni in un certo modo. Quindi abbiamo dovuto fare molti report personalizzati per consentire un graduale adattamento a forme di ricerca e visualizzazione diversi».
Da parte della direzione c’è stata molta soddisfazione visto che ora dispone di uno strumento più potente e per fare analisi approfondite sull’andamento dell’azienda e più rapido nel fornire le risposte. Di conseguenza si sente più libera di decidere gli sviluppi futuri anche perché sa di avere uno strumento che con molta probabilità l’aiuterà in fase di realizzazione. Gli utenti, da parte loro, dopo il primo disorientamento, stanno cominciando a conoscere e ad apprezzare le potenzialità del nuovo sistema e perciò ad usarlo con piacere.
C’è stato, abbiamo chiesto a Papeschi, anche un impatto positivo sui fornitori? «Certo – ha risposto -. L’impatto c’è stato, in particolare nella migliorata capacità di seguire il flusso delle informazioni in maniera più diretta, visto che oggi il nuovo sistema permette loro di sapere quanto, cosa e come un cliente ha acquistato in passato, come pa-ga, se la merce è disponibile in magazzino in modo da poter avvisare il cliente di conseguenza».
È già stata definita in linea di massima una fase due che riguarderà il pieno sviluppo della programmazione della produzione compreso l’Mrp (Material Requirements Planning), la rintracciabilità dei lotti di produzione e la gestione degli obiettivi di vendita con analisi per prodotto e per agente.



